mercoledì 2 febbraio 2011

ADOTTA UN RATTO (O MEGLIO DUE)

Un annetto fà ho ricevuto una mail di AAE (Associazione Animali Esotici) dove si diceva che c'era un infinità di ratti che cercava una sistemazione. Così mi sono detta :"perchè no?". Avevo a casa una gabbietta "di emergenza" ... e sono arrivati di lì a poco Skank e Charlie (a casa detti il ciccio e il terrorista, vi faccio immaginare il perchè :) )
Sono animali davvero speciali :acuti, intelligenti, affettuosi ... unici. All'inizio avevo un pò di "senso" a toccarli ... non sò perchè, forse è duvuto all'immmagine SBAGLIATA che ci si fà di loro ... ma ora nessuno mi ferma più!
Dico tutto questo perchè nei pressi di Reggio Nell'emilia ci sono tanti rattini che cercano casa ... Se decidete di prenderne uno (o meglio due perchè altrimenti soffrono di solitudine) contattatemi pure!
Questo è un sito stupendo che vi consiglio di visitare.

Tanto che siamo in argomento volevo aggiungere una cosa... Se avete intenzione di prendere con voi un amimale .. non compratelo ! Gli animali non sono oggetti !
E poi ci sono così tanti musini speranzosi che vi aspettano nei rifugi /gattili / canili ...

6 commenti:

  1. Non ti offendere. Mi spieghi che senso ha adottare un animale che, punto primo, non è in via di estinzione e che, fortunatamente, ha ancora a disposizione un ambiente idoneo alla sua vita?
    I ratto è in grado, buon per lui, di procacciarsi cibo senza problemi. Vero che è l'animale più maltrattato, disprezzato e perseguitato dall'uomo però...la natura lo ha reso straordinariamente prolifico e ha dimostrato di essere in grado di sopravvivere alle persecuzioni umane. E' senz'altro un animale indistruttibile. Quindi...non volermene ma non trovo corretto, umano, etico adottare un animale che ha il diritto di vivere la sua vita libero e felice nel suo ambiente. Senz'altro le tue motivazioni sono buone ma contro natura e, paradossalmente vanno contro l'animale stesso che hai adottato.Con quale diritto vuoi privarlo della gioia di correre, muoversi, esplorare?Tu saresti felice se ti costringessero a vivere una vita che non è la tua? Non credo. Con quale diritto vuoi farlo con un altro essere vivente? Puoi adottare un cane che, poverino, non ha la possibilità di procacciarsi il cibo da solo visto che l'uomo gli ha precluso definitivamente la possibilità di vivere in libertà e di predare, ma non hai il diritto di adottare animali che hanno il diritto di vivere e morire liberi. Il tuo è maltrattamento. Rifletti.

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    1. Discorso che condivido tranne per un piccolo dettaglio... I ratti di cui parlo io sono "domestici" non "selvatici". Ovvero sono stati tenuti in laboratori, teche o quant'altro per generazioni generazioni e generazioni. Questo discorso vale sia per quelli recuperati dai laboratori di vivisezone che per quelli allevati come pasto per serpenti. Ti faccio un esempio ... se io metto dei semini sotto la ciotola invece che dentro loro non li trovano ... Non hanno la minima idea di cosa sia un gatto o un altro predatore ... Sono tonti perchè vissuti sempre in ambienti "protetti".
      Io mi sento una merda a costringerli in gabbia (come un coniglio in un recinto o un cane in appartamento o mille altri esempi ...) ma se la prospettiva è la morte io cero di fare del mio meglio per dargli una vita dignitosa.
      L'unica alternativa per loro è nei rifugi dove si offre loro una stanza intera o una recinzione esterna ben chiusa... E formano colonie ... in ambienti semi selvatici...Ma in un abitazione media questo non si può fare, o almeno io non posso.
      Sei liberissimo di non fidarti delle mie parole ... Parla con chi gestisce rifugi o salva animali migliaia di animali destinati alla vivisezione. E mi viene un altra domanda ... Hai mai visto un ratto di cui parlo? L'hai mai osservato per un intera giornata?

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    2. Purtroppo...ed è questo quello che mi rattrista, si cerca di porre rimedio alla malvagità umana con soluzioni che comunque non sono a favore dell'animale. Sei tanto sicura che il ratto nato e vissuto in laboratorio sia poi così "tonto"? Come fai a sostenerlo? Su cosa si basa questa tua convinzione? Puoi fare qualche prova semplice, semplice. Chiudilo in una stanza vuota, colloca un pò qua e un pò là dei piccoli rifugi nascosti, dove comunque puoi accedere facilmente anche tu e lascia il ratto libero finalmente, possibilmente in compagnia di un altro ratto. Lascialo libero non per una giornata, ma almeno per una settimana. Se vuoi osservarlo, non farti vedere! Vedrai poi il cambiamento! C'è il recupero quasi totale della sua "natura". Sempre se nel suo organismo durante le sperimentazioni non siano state iniettate sostanze tossiche che hanno interagito negativamente con il suo sistema nervoso, ovviamente. Il ratto è un animale versatile, intelligente, si adatta e trova soluzioni alle novità. Ama stare nascosto da sguardi indiscreti e quando è tranquillo non fugge sta molto tempo fermo nel suo nascondiglio. Non basta un'ora, l'animale ha i suoi tempi, non sta facendo un esame. Il discorso che fai è lo stesso del cane adottato che ha vissuto sempre legato alla catena o chiuso nel box di un canile. Ho visto cani trasformarsi letteralmente quando ad adottarli erano persone accorte e sensibili. Gli animali, buon per loro, non sono complicati come noi umani. Vivono nel presente. E' più facile di quanto credi recuperarli e restituigli la dignità. Oltre a parlare con chi gestisce rifugi o altro... fai anche tu le tue esperienze sul campo, non ti lasciar prendere da sciocchi sentimentalismi "umani".
      Come fanno quei ratti di cui parli a stare chiusi da "generazioni" nella gabbia? I ratti usati nella vivisezione non procreano. A stento riescono a raggiungere la metà degli anni(già di natura pochi) per cui dovrebbero vivere se fossero lasciati liberi.
      Il tuo ratto non trova i "semini" che gli metti perchè non vive nel suo ambiente, non vive secondo la sua natura, non vive "bene" la sua vita. Cosa pretendi? In un'ora di risolvere e concludere tutto?
      Ti faccio io una domanda...hai mai "osservato" un ratto che vive libero? Anche se non ti piace ammetterlo quello che stai facendo comunque è una forma di maltrattamento verso un animale. Non è diverso dal far vivere, ad esempio, un cane sempre incatenato. Agli animali bisogna avvicinarsi sempre con grande umiltà abbandonando le nostre "convinzioni umane " su di loro. Gli etologi ci mettono un'infinità per capire come vivono gli animali e come interagiscono con il loro ambiente. Il tuo "sentire" è senz'altro buono ma non è corretto.

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    3. fortunatamente ho occasione tutti i giorni di osservare i ratti selvatici in campagna.. Ed è straordinario ... Ma ti ripeto per loro non è la stessa cosa ...
      Prima di intraprendere questo discorso dovresti parlare con chi recupera questi animali e gestisce rifugi, fà prove e prove per la riabilitazione avendo a che fare con i soggetti più diversi, che a provato svariate volte a inserirli in ambienti semi selvatici con scarsi risutati.
      Non dico che col tempo possano recuperare i loro istinti natuarli ... Ma per quando in natuara saranno fortunati da scampare al pericolo, riconoscerlo e trovare il modo di evitarlo?
      La tua prova della stanza vuota l'ho già da amici ... ma non è "naturale" è solo una gabbia più ampia ... Se avessi uno stanzino in più lo lascerei a loro ... E non ne prenderei 4 ... Ma 40 o più. Quando ti parlavo di stanzoni nei rifugi è a questo che mi riferisco ... Mi hanno spiegato che loro forniscono del materiale e i rattini formano stabili colonizzandoli ... Ma in un ambiente protetto... Il problema sono i predatori e i pericoli che loro non hanno mai visto.
      Si può benissimo dire meglio qualche giorno di completa libertà che qualche anno in una gabbia ... Io non sono totalmente d'accordo. Non è un discorso così semplice ...
      Parlo di generazione di ratti da laboratorio non perchè si riproducano negli stabulari delle università o delle aziende chimico-farmaceutiche ... ma negli allevamenti ... mai sentito parlare di Harlan per esempio?
      Non credere che metterli in gabbia sia la soluzione più semplice che non ti lascia pensieri ..
      A me piacere discutere, confrontarmi e magari anche cambiare idea ... Ma non pretendere di avere in mano la verità assoluta. Ti ripeto prova a parlare con chi lavora in quel campo da decenni ... E non mi riferisco a AAE

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  2. Danny una curiosità: tu che parli sapendo tutte queste cose hai mai avuto ratti? Sia provenienti da laboratori sia scampati da serpentari intendo. E se si cosa hai fatto? Li hai lasciati liberi in natura? Perchè sappi che se hai fatto così,se per te questo è maltrattamento, quello che hai fatto tu è condannarli a morte.Non stiamo parlando di topolini di campagna presi in trappola e messi in gabbia ma di animali SELEZIONATI per essere "da laboratorio" ..... animali privati di OGNI TIPO DI STIMOLO e costretti a passare la loro vita (in attesa di essere vivisezionati) in loculi non più grandi di scatole da scarpe e mai da soli.Questi ratti, che sono animali molto intelligenti, semplicemente NON SANNO cosa sia una casa, l'aria,il sole, i predatori, i pericoli. Per loro è tutto uguale.... lo sapevi ad esempio che negli stabulari la temperatura è mantenuta costante e quindi queste povere creature non sanno neanche cosa siano caldo e freddo? e tu parli di lasciarli liberi in natura?????

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  3. per la cronaca .... parlo sapendo quello che dico perchè sono il marito dell'Elisa e so cosa vuol dire gestire dei ratti (ma non solo)
    Gian

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