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venerdì 16 agosto 2019

RI-UTILIZZO VECCHIA MACCHINETTA CONTRO LE ZANZARE


motodi naturale contro zanzare e insettiCiao a tutti!

Avete a casa una vecchia macchinetta elettrica dove si inserivano per iperchimiche e ipertossiche piastrine anti zanzara e anti mosca? Non buttatele, oggi le riutilizzaiamo.

Con pochi olii essenziali andremo a creare delle piastrine ecologiche ed economiche, che funzioneranno con lo stesso meccanismo di quelle industriali, ma col vantaggio di diffondere nell'aria solo sostanze naturali non tossiche.

Per prima cosa con uno straccio e un pò d'alcol pulire per bene la macchinetta, specialmente nell'inserzione metallica dove si appoggerà la piastrina, per rimuovere ogni traccia degli antichi orrori.

Ritagliamo dei rettangoli di cartoncino (quello marroncino non colorato o sbiancato) un pò spesso (circa 1- 2 mm )  che andranno a formare le nuove piastrine anti insetto.
Ora bisogna aromatizzarle mettendo sopra alcune gocce di olii essenziali a scelta tra : lavanda, tea tree, limone, eucalipto, citronella, menta. Una goccia per tipo, con un minimo di due o tre olii è sufficiente per ottenere un effetto sgradevole agli insetti.
Riponiamo i cartoncini in una scatola ben chiusa fino al momento dell'utilizzo.

Utilizzo: accendere la macchinetta e inserire un cartoncino. La durata ovviamente sarà minore di quelle chimiche, ma una serata la fanno tranquillamente. La sera successiva inserirne un'altra e così via. Non buttare le piastrine "esauste" ma metterle da parte per poterle aromatizzare successivamente con le gocce di olio essenziale e riutilizzare ancora e ancora (almeno sino a quando non si sarà rovinato il cartoncino).


venerdì 26 luglio 2019

MACERATO DI FOGLIE DI POMODORO


cavolaia, trattamenti naturali orto, alticaCiao a tutti,
I macerati sono utilissimi nell'orto. Oggi parliamo di quello ricavato dalle foglie di pomodoro. Repellente naturale per insetti indesiderati divoratori di tenere foglioline e quindi nostro alleato.
A cosa serve? Serve per allontanare l'altica, la cavolaia e le larve di lepidottero ; quindi protegge ortaggi come cavoli, rucola e porri.
Come realizzarlo? Basterà mettere a macero le potature (mettere in un secchio le foglie di pomodoro ben schiacciate con l'acqua appena necessaria a coprirle) per 48 ore in una zona all'ombra, poi filtrare e travasare in un contenitore spary non diluito. 
Applicare sulle culture ogni tre o quattro giorni. 
Controllare, specialmente sotto le foglie, la presenza di uova e piccoli vermetti che andranno tolti in quanto il macerato è un dissuasore non una bomba atomica. Questa cosa và fatta spesso poichè anche se le larve sono piccole fanno danni importanti... Specialmente se le piante sono piccole.
Abbiate cura di applicarlo la sera a fogliame asciutto per avere un'azione più efficace.


venerdì 12 luglio 2019

SCELTA E CURA DEL TATUAGGIO


tatuaggio vegan cura naturaleCiao a tutti,


oggi parliamo di tatto, o meglio nel dettaglio della scelta e della cura del tatuaggio. Io ho iniziato a tatuarmi qualche anno fà (qundi stando alle medie di età piuttosto tardi) e da allora di tanto in tanto aggiungo parti alla mia personale mappa dei tatuaggi, sono diventata un'appassionata (siamo in realtà io e Gian). 
A me piacciono molto sia esteticamente, sia per quello che mi trasmettono. Quando incontro una persona che ha un tatuaggio mi interrogo sempre su cosa voglia dire, su come sia arrivato a farselo, ecc... E' come l'inizio di una caccia al tesoro.
Non dimenticherò mai come in un certo periodo della mia vita il fatto di avere impresso nella pelle del semplice inchiostro mi abbia fatta sentire meglio, quando mi è stato tolto quasi tutto ... Sentivo che ero ancora io e ce la potevo fare. 
Ci sono molte ragioni che ci portano a imprimerci sulla pelle un simbolo, un'immagine, una frase ... Ognuno ha la sua storia e trovo inutile mettersi a discutere su raccomandazioni bigotte e commenti non richiesti con citazioni del tipo : "Guarda che è per tutta la vita", "E se poi te ne penti", "Chissà cosa pensa di te la gente", " Attenzione alle malattie", ecc.. ecc..

Trovo invece utile focalizzarsi su alcuni punti:

- SVILUPPARE  L'IDEA
Non occorre essere artisti ! Dobbiamo sapere esattamente cosa vogliamo. Possiamo buttare giù disegni, fare ricerche in rete, attingere da tatuaggi simili che personalizzeremo poi in seguito.
Inutile dire che specialmente su simboli e scritte straniere dobbiamo essere certi sul significato, anche quello più profondo per non avere poi addosso qualcosa che non avevamo considerato e non sentiamo nostro.
E poi pensiamoci, molto bene.

- TROVARE UN TATUATORE/TATUATRICE 
tatuaggio vegan cura naturale tattooChe oltre a piacerci come persona (dobbiamo intenderci subito e sentirci a nostro agio), deve avere uno stile che ci piace... Chiediamo di curiosare dai suoi lavori e facciamoci fare un bozzetto di quello che vorremo (o che pensiamo di volere). Dalla carta alla pelle cambia molto.. Ma così giusto per aver un'idea.
Ovviamente le eccezioni ci sono, ma di norma un tatuatore più "navigato" sà il fatto suo e farà in modo che il vostro tatuaggio regga negli anni nel migliore dei modi oltre che a essere esattamente quello che volevate (se non addirittura meglio). A mio parere non vale la pena risparmiare con il rischio di avere un lavoro fatto male.
Consideriamo che spesso è necessario prendere appuntamento mesi prima.

- ASSICURARSI CHE I COLORI UTILIZZATI SIANO VEGAN E CRUELTY FREE
Ormai quasi tutti i colori per tatuaggi non sono testati, ma non tutti (anche se molti per fortuna) sono vegan (la glicerina non è sempre vegetale e alcune colorazioni sono ottenute da pigmenti di origine animale). Sempre bene chiedere al professionista scelto quali utilizza e poi documentarsi tramite il web.

- MATERIALE STERILE, AGO APERTO DAVANTI AI NOSTRI OCCHI
Su questo non transigete. Io consiglio sempre di rivolgersi a un studio che goda di buona reputazione (è facile coi social capire se i clienti sono contenti) e non a una persona alle prime armi che magari lavora in casa. Attrezzatura sterile, colori versati appositamente per noi, guanti, pellicola di copertura sulle superfici di contatto (panche, braccioli, sedie).


Una volta che avremo impresso sulla pelle la nostra creazione non ci resta che prendercene cura al meglio, specialmente nei giorni successivi. Usciremo dallo studio con la parte del corpo selezionata gonfia, rossa, dolente e spurgante. E' tutto normale .. Non dimentichiamo mai che per il nostro corpo è una ferita. E come tale viene trattata.
Teniamo otto/dieci ora la pellicola che ci avranno applicato.

Ci sono due scuole di pensiero per i tre giorni successivi:

- Sostituire tre/ quattro volte al giorno la pellicola (quella per alimenti, magari femandola con del nastro carta) dopo aver sciacquato il tatuaggio con un pò di sapone neutro, tamponato e messo un velo di crea idratante (meglio senza olii essenziali o profumazioni) o burro di karitè o olio.
A meno che il tatuatore non ci abbia applicato uno speciale cerotto adesivo che per tre giorni possiamo dimenticare ... Anche se poi toglierlo non è simpatico. E' molto adesivo e aderente. Comunque a quel punto dovremmo sciacquare bene, lavare e idratare.

- Togliere la prima pellicola (quella messa dal tatuatore) e tenere solo pulito e idratato al bisogno avendo molta cura di non prenderci contro e indossare magari abiti in fibra naturale.

Per l'ultimo tatuaggio io ho adottato la seconda tecnica (consigliatami) e mi sono trovata piuttosto bene, penso sia guarito più velocemente e spurgando meno.

Trovo che le creme vedute negli studi o anche in profumeria "per tatuaggi" non abbiano niente di eccezionale che ne giustifichi il prezzo, ma se vogliamo comunque acquistarle ricordiamo di controllare l'INCI per non immettere sulla pelle schifezze quali petrolati, paraffine, sostanze di sintesi e magari neanche sostanze di origine animale :) .

tatuaggio vegan cura naturale tattooIl tatuaggio nel corso di sette/quindici giorni si spelerà in superficie è tutto normale, vedrete che alla fine riaffiorerà bello e nitido (si,come una fenice). Se qualche linea o parte dovesse risultare meno marcata potrete dopo un mese andare a far riprendere il lavoro dal tatuatore e perfezionare se qualcosa non convincesse. Ma certamente un professionista ve lo dirà!

Concludendo, in genere è sempre meglio optare per zone che con l'età non si rilassano, più le parti anatomiche sono esposte più sbiadiranno o saranno a rischio di graffietti o altro. 
Ovviamente ci sono zone più o meno dolorose e zone adatte e non adatte per certe tipologie di disegno ma di questo vi accorderete al momento di pianificare il progetto quando andrete in studio. Ognuno fà poi le sue considerazioni personali.

C'è anche da dire che nella peggiore delle ipotesi (il tatuaggio non ci piace o si è molto rovinato) potrà essere ripreso, corretto o studiato per essere totalmente coperto o completamente stravolto. 
Ma se non arriviamo a questo è meglio :)
Ah dimenticavo! Ci sono anche tecniche laser molto costose per rimuovere il tattoo... Ma sinceramente non ne sò nulla e neanche ne voglio sapere. A voi la rete nel caso siate interessati.

venerdì 5 luglio 2019

PACCIAMATURA NATURALE

Ciao a tutti!
pacciamatura orto biodegradabile fai da te

Nell'ultimo anno mi sono resa conto di quanto sia indispensabile la pacciamatura per le nostre culture (in orto specialmente, ma anche in vaso). Abbiamo provato a lasciare un area coperta (nel nostro caso da vecchio fieno molto spesso) e un area con la terra esposta. Non è successo intenzionalmente (nel senso che non ci eravamo ancora occupati delle zone), ma questo ci ha dato l'occasione di notare le peculiarità della zona pacciamata :

pacciamatura orto biodegradabile fai da te- C'è meno bisogno di innaffiare in quanto la terra rimane umida più a lungo che si trasforma in minore stress per la pianta. In caso di piogge violente non si formerà una sorta crosta;
- La terra è di migliore qualità, meno compatta, senza spaccature (la nostra terra è argillosa), che ostacolano l'assorbimento uniforme dell'acqua e lo sviluppo delle piantine, in particolar modo quelle a semina diretta a terra;
-   Le erbe infestanti si sviluppano meno. Riceveranno meno luce ritardano la crescita e rimangono meno fitte. Questo non vuol dire che non ce ne saranno ! Però non consideriamo le "erbacce" per forza come nemici da sterminare ; il nostro suolo è fertile e loro sono la flora autoctona. Basta solo contenerle.
- Contrasta il percorso dei parassiti che si rintanano nel terreno,limacee e lumache che non riuscendo agevolmente a strisciare non ci mangeranno le foglie delle culture.

pacciamatura vasi biodegradabile fai da teI Tipi di pacciamatura  che possiamo utilizzare sono tantissimi, alcuni biodegradabili (che andranno al bisogno aggiunti) altri non biodegradabili che saranno più duraturi ma andranno spostati e poi riposizionati in un secondo momento in caso di cambio di cultura, lavorazione del terreno o rinvaso.
Scegliamo sempre materiali non trattati in modo che non rilascino sostanze nocive nel terreno. Alcuni esempi:

- paglia ( la si trova a basso costo dagli agricoltori) ;

- fieno o erbe di sfalcio. Una risorsa che da scarto nell'orto può diventare una risorsa. L'unico problema è che l'erba potrebbe contenere dei semi che cadendo nel terreno daranno origine a nuove piante;

- fibre di legno o potature biotriturate o foglie secche. Utilissimi al terreno poichè è la cosa più simile alla situazione che si verifica nei boschi (osserviamo cosa fà la natura e potremmo imparare molto). Io utilizzo il truciolo di scarto delle lettiere di conigli e roditori. per i vasi ho utilizzato alcuni gusci delle noci di cocco fatte a pezzetti.
Occorre informarsi poichè non tutti i legni o le foglie vanno bene.

- Teli di yuta o teli pacciamanti biodegradabili.  Si vendono nei garden o consorzi specializzati, oppure possiamo recuperare vecchi  teli o sacchi. Un'alternativa ai classici teli in plastica inquinanti.

pacciamatura vasi biodegradabile fai da te Altri materiali (più utili per i vasi) :

- cocci di vasi ti terracotta rotti o mattoni. Se vengono ridotti in piccoli pezzi (con un martello) possono rivelarsi molto utili, è meglio non siano colorati ma "grezzi";

- palline di argilla espansa . Acquistabili nei garden o dove vendono prodotti giardinaggio a prezzi contenuti.

- sassolini e sassi. A volte ne abbiamo a disposizione poichè li abbiamo raccolti al fiume o utilizzati a scopi decoravi. Anche questa una buona alternativa

Probabilmente mi sarò scordata altri materiali o ci saranno soluzioni che non conosco, se volete lasciare un contributo al blog nei commenti o sui social ne sarei molto felice.


giovedì 27 giugno 2019

MINIMALISMO E TENDENZE

minimalismo zero waste decrescita semplicità volontariaCiao a tutti,
Vi sarete sicuramente accorti che, in questa epoca dove sembra indispensabile avere qualunque cosa, nascono (in realtà sono sempre esistite ma ora si propagano più velocemente) correnti di pensiero opposte come il minimalismo, la decrescita e l'autoproduzione.

Tutte queste correnti sono legate dal'idea che possedere meno ci renda più sereni, meno indaffarati e ci occupi meno spazio (emotivo e fisico). Se ci guardiamo attorno nelle nostre case.. Quante cose ci servono davvero? Quante sono li a prendere polvere? Quante sono regali magari non troppo apprezzati? Quante dormono su scaffali o cassetti in attesa di un non si sà mai?
Io sono arrivata a capire che non mi serve più spazio o organizzatori nuovi, mi serve meno.
Internet, i giornali e la tv ci bombardano di immagini di oggetti ed esperienze da portarci a casa dove se non stiamo attenti non sappiamo distinguere l'essenziale dal superfluo.
 Se una cosa è carina forse non è un motivo sufficiente per acquistarla.

Prima di buttarci selvaggiamente in una fase "declutter" e buttare via tutto per sentirci più liberi penso occorre riflettere.
Ho la sensazione che alcuni furbetti vogliano sfruttare il minimalismo per farci comprare nuove cose. Buttare il vecchio per comprare cose nuove, ma con uno stile più essenziale, in modo sembri più "basic".Nuovi oggetti in sostituzioni dei vecchi... questo non è minimalismo.
 Sembra una presa in giro ma funziona.... Ora gurdiamoci attorno:

- Ragionare sul fatto che quello che è acquistato è acquistato, non sentirci in dovere di tenere una cosa che nella migliore delle ipotesi useremo una volta l'anno poichè si è pagata (magari cara).
Tenerla imbalsamata a casa non ci renderà il denaro buttato.

- Ragionare sul fatto che le cose possono avere una seconda vita e buttare nell'immondizia il meno possibile. Riutilizzare o reinventare sempre o magari mettere da parte se vi è la reale possibilità di utilizzo. Nel caso opposto regalare /dare in beneficenza o vendere nei mercatini dell'usato (ricavando anche qualche soldino).

minimalismo zero waste decrescita semplicità volontaria- Ragionare prima di acquistare. Ci serve davvero? Possiamo farlo con le nostre male o possiamo comunque creare un oggetto simile che soddisfi il nostro bisogno? Ne possediamo una simile magari di una linea o un colore che non ci aggrada? Possiamo avere la stessa cosa da qualcuno che non la utilizza più o comprandola usata? Penso sia indispensabile andare anche oltre al prezzo di mercato... Se un oggetto costa poco non sempre vuol dire che và bene. Cerchiamo di capire se è stato importato magari da luoghi dove lo sfruttamento umano (ma anche animale) è all'ordine del giorno, capire se il marchio che lo vende è una multinazionale senza scrupoli o una piccola azienda (ovviamente la piccola azienda non è sempre un oasi felice).

minimalismo zero waste decrescita semplicità volontaria- Ragionare sulla qualità invece della quantità. Se la necessita di possedere una determinata cosa esiste, allora cerchiamo di prenderla di buona qualità magari investendo qualche soldo in più in modo sia durevole nel tempo. Cerchiamo di abbandonare il più possibile l'idea dell'usa e getta.

Ragionare sul riparare invece di sostituire. Capisco bene che molto spesso costa meno comprare un oggetto nuovo che riparare quello che si ha. Ma se l'oggetto che abbiamo già è di qualità magari conviene informarsi bene. Internet a questo proposito è pieno di risorse utili. Non riusciamo neanche minimamente a immaginare la quantità di rifiuti che produciamo. Molti non biodegradabili, ovviamente.

minimalismo zero waste decrescita semplicità volontariaRagionale sui materiali di imballo. Di tutto quel packaging accattivante una volta aperta la confezione che ce ne facciamo? Un esempio banalissimo è la frutta e verdura già confezionata. Scegliamo quella sfusa anche se costa qualche centesimo in più.
Io personalmente faccio così... Quando compro un oggetto o un alimento confezionato cerco di immaginare come riutilizzare la confezione.. Ad esempio :
Vaschette del cibo ? contenitori da tenere in frigo.
Confezioni tetrapack ? bucherellate e tagliate per mettere le piante.
Le scatole di latta? Contenitori molto spesso stupendamente decorativi.
Vasi in vetro? contenitori per il cibo..con un pò d'attenzione anche da asporto. O minuteria varia.
Scatole e scatoloni di cartone? ottimi per i vestiti della stagione non in corso da riporre, per spedire oggetti o come organizzatori della cartoleria.

Chissà quante sfumature mi sono persa o mi verranno in mente, magari farà delle altre valutazioni negli anni o su qualcosa cambierò idea. Chi può mai dirlo, ma a oggi il mio pensiero è questo e continuo a camminare in questa direzione.




martedì 25 giugno 2019

RIUTILIZZARE VASI IN PLASTICA

riciclo riutilizzo vasi plastica cestinoCiao a tutti!
Oggi propongo un modo per riutilizzare i vasi dei vivai in plastica, nel mio caso un vaso piuttosto grande.
Per le piante credo siano meglio quelli in coccio, ma quando si acquistano alberi o piantine sono sempre in contenitori plastici.
Con il vaso ho realizzato un semplicissimo cestino per raccogliere ortaggi (nella foto grande soddisfazione del terzo raccolto di zucchine ... il primo senza farle diventare esageratamente grandi).

Occorre solo : un vaso di recupero, una corda, e qualcosa per forare (trapano, punteruolo, cacciavite).

Praticare i due buchi sulla parte superiore del vaso, è importante che siano uno di fronte all'altro per la stabilità della "struttura".
Passare la corda e annodare (per fermare più saldamente il nodo è meglio mettere un goccio di colla a caldo).

riciclo riutilizzo vasi plastica cestinoUna delle tante idee per riutilizzare i materiali che abbiamo già in possesso (buonissima pratica specialmente per gli oggetti non biodegradabili e di lavorazione molto inquinante come la plastica).



mercoledì 18 aprile 2018

INNA/ANNAFFIATOIO DI RICICLO

Buongiorno a tutti

riciclo riutilizzo contenitore plastica

Mi capita spesso di storpiare parole, anche di uso comune, e non ero certa si chiamasse annaffiatoio o innaffiatoio,  ma il mio adorato internet mi ha confermato che si dice in entrambi i modi e tolto questo sassolino (di ignoranza) dalla scarpa possiamo procedere ^_^.



riciclo riutilizzo contenitore plastica
riciclo riutilizzo contenitore plastica

Da una tanichetta di detergente o acqua distillata o altro (meglio se hanno il manico) possiamo facilmente ricavare un piccolo innaffiatoio così questo contenitore non finirà nella plastica, almeno fino a quando non si sarà rotto.
In pratica laviamo bene benissimo la confezione (non vogliamo residui di detersivi finiscano sulle piante), togliamo l'etichetta (per puro vezzo estetico) e ricaviamo dei forellini dal tappo con un avvitatore e una punta piccina oppure a mano con un punteruolo, attenzione a non ferirvi ! Ed ecco qui il vostro piccolo bagnafiori (si può dire anche così e lo trovo un termine delizioso).

Non so se capita anche a voi ma io odio pensare che produciamo così tanta plastica..
Tutto questo usa e getta che senso ha? perchè non possiamo riutilizzare sino a che le cose risultano in buono stato? Perchè spesso costa meno comprare un oggetto nuovo che far aggiustare quello vecchio? Perchè i prodotti alla spina sono limitati e spesso non comodi? Diciamo tutti che non abbiamo tempo, ma poi come mai lo troviamo sempre per fare shopping o stenderci sul divano a guardare la tv? Avrei ancora tanti perchè ma non vi tedio ulteriormente ^-^



martedì 1 agosto 2017

FRUTTI BIOLOGICI DIMENTICATI

raccolta frutta biologica gratisCiao a tutti!
Come ogni anno mi ritrovo qui a fare 'la paternale' per evitare gli sprechi di frutta che si vedono per le strade di campagna e non.
Al super e dal fruttivendolo trovo sempre coda ,tutti si lamentano per i prezzi alti e i trattamenti che vengono dati ai vegetali che mangiamo e poi?
Abbiamo un sacco di frutta spontanea o autoctona che marcisce sugli alberi e nessuno la raccoglie ..Per tutto l'anno e mi chiedo che senso abbia.
Quei frutti sono biologici e pieni di vita! nessuno ci dà trattamenti, la pianta è forte perchè se la cava da sola ...
Mele, pere, fichi, frutti simili a prugne, cachi.. frutti di bosco, gelsi... L'elenco sarebbe molto più lungo!
Il mio invito è di regalarsi una bella passeggiata su strade poco frequenta e cogliere quei frutti pieni di sole e vita, ne mangeremo (e beneficeremo) e ne rimarranno sicuramente per insetti e uccellini!



lunedì 19 giugno 2017

PANATURA CROCCANTE AL FORNO

Ciao a tutti

panatura  croccante vegan senza uovo

Oggi suggerisco (a chi non lo sapesse) un trucchetto per avere panature croccanti senza ricorrere al fritto. Molto semplice! Occorre:

- Formare una pastella con acqua e farina (io ho provato sia con farina di cereale che di legumi funziona ugualmente);

- Immergere l'alimento scelto (nel mio caso fiori di zucchina ripieni) e 'sporcarlo' da entrambi i lati;

- Ora passare la superficie con del pangrattato/crackers sbriciolati/ farina gialla o anche mix di semini;

- Porre  nel frigo per almeno 30 minuti;

- Infornare a 180/200°C per una decina di minuti il modalità grill da ambo i lati.
(ovviamente se la vostra pirofila o la carta forno sono spennellati con un goccio d'olio il risultato sarà più goloso).

mercoledì 24 maggio 2017

LATTE DI COCCO

Ciao a tutti !

latte di cocco farlo in casa

Il latte di cocco a mio avviso è un ingrediente formidabile e irrinunciabile! ...
Sempre a mio avviso deve essere utilizzato in piccole dosi perchè è davvero un concentrato di energia!

Di solito lo si compra in lattina nei negozi etnici o bio o anche al supermercato... Ma è davvero un quantitativo grande che anche se posto in frigorifero non dura in eterno.
Io ho risolto il problema così: apro il barattolo, mescolo bene (a volte si separa un pò la parte "burrosa" da quella acquosa), riempo le formine del ghiaccio e pongo in congelatore.
Una volta surgelato le sformo e le trasferisco in un contenitore.
 Così ci saranno sempre a disposizione delle monoporzioni pronte all'uso.
E' una "tecnica" che utilizzo per porzionare molte cose liquide che possono servirmi.

Dove utilizzare il latte di cocco?
Oltre ai piatti della tradizione indiana o comunque asiatica, io amo metterlo nelle preparazioni che richiedono una certa cremosità; come per esempio il risotto... All'ultimo per mantecarlo. E' da provare!
Oppure nei frullati, nei dolci al cucchiaio...la lista sarebbe davvero lunga!

giovedì 16 marzo 2017

COLLA PRET-A-PORTER

Ciao a tutti!
Oggi vi propongo un idea davvero creativa, ma che a me ha risolto problemi! Per la  serie riutilizzo seriale dei contenitori vuoti ^-^

colla vinilica barattolo comodaIo compro abitualmente dei grossi contenitori di colla vinilica perchè sono molto più economici di quelli piccoli e mi pare che anche la qualità sia migliore; ma poi mi rimane il problema di dosare le quantità (specialmente quando si fanno lavori di precisione) senza fare dei macelli.
(comunque sia la colla vinilica è idrosolubile.. quindi basterà pulire IMMEDIATAMENTE con acqua calda e una spugnetta).

L'idea è questa : ho travasato la colla in contenitori vuoti di docciaschiuma o shampoo.
Il flacone deve chiudere perfettamente altrimenti seccherà. 
Se utilizzate questo tipo di colla capirete che dosarla a goccia praticamente, non ha prezzo... figuriamoci se è anche un trucchetto a costo zero!

Spero di essere stata utile!



sabato 7 febbraio 2015

MONOPORZIONI? SI GRAZIE!

Ciao a tutti,
non so come sono stati da voi questi giorni... Per noi davvero impegnativi...
E' caduta tanta tanta neve in poco tempo e ci ha costretti a casa (cosa che non mi dispiace del tutto se non fosse per gli animali da accudire e cibare al rifugio) e senza elettricità.
 Io sono mooolto fortunata poichè scaldo la casa con vecchie stufe a legna e questo ci ha consentito di potere avere una temperatura vivibile e, in più, mio padre possiede un generatore e questo ci ha garantito elettricità limitata per qualche ora del giorno.

E' incredibile quando questi mezzi primari ci vengono tolti come ci troviamo spaesati e spaventati, il mio pensiero è andato a tutte le persone che erano isolate al freddo con a casa bambini o cuccioli che dir si voglia, malati, anziani, convalescenti ... E così sono rimasti per più di un giorno (notte/notti comprese).
Qui a casa abbiamo spalato tanto e faticato davvero per muoverci (anche solo portare giù i cani a fare pipì e due passeti era complicato), ma abbiamo anche colto l'occasione nel lato positivo ... Riscoprendo tempi meno serrati, la luce delle candele e la manualità delle operazioni casalinghe e tante altre cose che si perdono nella routine di tutti i giorni.

Scusate il sunto di questi giorni, ma ci tenevo... Ora arrivo al senso più o meno logico del post di oggi.

Penso sia davvero utile tenere del congelatore piccole porzioncine (poi quanto piccole dipende dal numero del nucleo famigliare ^-^), di prodotti già "pronti" utilizzabili quando si è di corsa o comunque sia un modo utile di conservare porzionando (e utilizzare nel tempo) grandi quantità di alimenti.



In questo caso io avevo il latte di cocco.
 Lo conoscete? E' meraviglioso in cucina... Sia nei dolci sia nei piatti salati dal sapore orientale.
In commercio esistono scatolette abbastanza grandi e una volta aperte si hanno pochi giorni per consumarle così possiamo congelarle in piccoli contenitori o meglio ancora stampini come per esempio quelli per fare i ghiaccioli, una volta congelati (basta qualche ora) riporre in pratici sacchetti nel congelatore..

Stessa cosa può valere per sughi o salse, passata di pomodoro, brodi vegetali, ecc...
 Al momento giusto si piglia un cubettino dal freezer e lo si cucina come meglio ci pare. Comodo eh?!


venerdì 31 ottobre 2014

CENA BENEFIT

CIAO A TUTTI!

(nella foto colonia rattine recuperate da una signora che ci ha detto "non mi potro mica tenere queste bestie" con tanto di quel disprezzo che non ne avete idea ... inutile dire maschi e femmine intere insieme, condizioni ingeniche inappropriate (avevano la rogna), cuccioli morti di cui non si erano nemmeno accorti . Io le trovo splendide e la cosa che più ci rende orgogliosi e che stiano bene e siano sereni)


 ... Ecco la locandina della cena:



Capisco che il lundì sia un giorno "scomodo" per impegni vari, lavoro, figli... E chi più ne ha più ne metta...
MA vorremmo partecipaste numerosi per festeggiare insieme più di un anno di lavoro, che ci ha permesso di rendere felici molti animali... Inoltre il locale (pera serata cena vegan, bio e con frutti di stagione) sarà nostro in esclusiva e la cena non sarà di quelle lunghe e infinite... VI ASPETTO!

sabato 20 settembre 2014

"CATTURA" INCRUENTA DEL TOPINO

Eccoci qui, buonpomeriggio a tutti.


Oggi voglio dedicare un post ai bellissimi e fetentissimi topolini di campagna ^-^.
Queste meravigliose creaturine trovano il modo di infilarsi in casa (specialmente se inizia il freddo), una volta li la convivenza è davvero difficile (urina e feci ovunque, rosicchiano i fili richiando spesso di rimanere fulminati, mangiano legno e plastica, mangiano cibo che lasciate a portata di zampa ... ecc..).
Io ho la fortuna di avere il camino nella mia casetta, ma al posto di babbo natale mi arrivano giù i topolini e non solo un giorno l'anno.
Ora le soluzioni per "catturarli" senza fare loro del male esistono e funzionano... trovo quindi ingiusto e crudele utilizzare trappole a molla, ghigliottine o colle o qualunque altra barbaria.
E' fondamentale non dimenticarsi nulla di edibile in casa dove possono accedere altrimenti non cadranno nel vostro tranello.
Io ho sperimentato queste.

come catturare un topo in casa senza ucciderlo- Trappoline "a cattura"
Esistono sia tonde tipo igloo nella quale ci sono una o due aperture e il cibo viene posizionato all'interno; sia rettangolari dove il cibo viene attaccato a una stanghetta di metallo che è collegata con l'apertura che si chide a scatto al minimo colpo. Io consiglio la prima poichè la secondo fà correre il rischio di schiacciare la coda alla bestiolina.
I cibi che ho trovato più amati (parlo di cibi veg perchè tanto in casa mia altro non trovano... Eppure ne sono arrivati parecchi) sono : crocchette per cani, frutta secca (soprattutto noccioline e noci), fagiolini cotti,frutta dolce, biscotti.
Dicono che le trappoline andrebbero toccate solo con i guanti poichè altrimenti i topi si accorgono del bluff. Secondo me è una stupidata in quando il cibo che mi rubano lo ho toccato eccome !

- Dispositivi a ultrasuoni. Costosetti e secondo me poco utili.
Ne avevo preso uno parecchi anni fà da un famoso sito che vende per corrispondenza.
C'è scritto che posizionandolo bene le onde dovrebbero infastidire e far uscire i topetti (e anche gli insetti). Ma a parte che io non l'ho trovato funzionale, queste onde non daranno fastidio anche agli animali domestici? Le istruzioni dicono di no... Ma c'è da fidarsi?

- Secchiello
Rullo di tamburi, il metodo più utile trovato.
Metto un seplice secchiello (alto 50-60cm almeno e dalle pareti lisce) vicino dove passano i piccoletti, ponendo sul fondo dei bocconi prelibati. Loro saranno attratti e ci salteranno dentro (devono essere agevolati a entrare es. mettete vicino al secchio



qualcosa che funga da scaletta) e una volta all'interno non riusciranno a uscire.

Una volta preso l'ospite non gradito basterà fare un pò di strada e liberarlo in campagna avendo qualche piccola accortezza : non ci siano troppi gatti nei dintorni, rifugi dove rintanarsi e passare ogni tanto a lasciare loro del cibo.

Mi auguro di essere stata utile, per qualunque cosa non esitate a contattarmi ^-^

venerdì 15 agosto 2014

D.I.Y. : PROVIAMO A SALVARE UNA T-SHIRT?

stringere maglietta resize t shirt

Ciao a tutti,
questa è una "tattica" che avevo trovato qui e qui.
Abbiamo una maglietta che ci piace ma è davvero oversize? beh così ce la possiamo risagomare addosso.
Lo sò, lo sò ... Sono di moda le magliettine molto grandi ma io non le sopporto.. Mi sento una bambina con i vestiti della mamma o peggio ancora sento di indossare un sacco.

Ho fatto un percorso che mi ha portato a perdere diversi chili in eccesso, e ho dovuto cambiare in pratica tutto l'armadio... MA IO AMAVO CERTI CAPI! Erano collegati a ricordi, occasioni particolari...E in più riutilizzare qualcosa che altrimenti devi buttare è un risparmio economico e ecologico. Questa tecnica per me è stata un ancora di salvataggio.

Occorre:

-La macchina da cucire
- Una maglietta che vesta giusta (della nostra taglia)
- La maglietta da ridimensionare
- Forbice
- Spilli
- Gessetto o pennarello

Stendere la maglietta da ridimensionare sul tavolo a rovescio, avendo cura di "spianarla" per bene (meglio nessuna piega o arricciatura).

Posizionare sopra la maglietta della nostra taglia e col gessetto o pennarello (ovviamente non indelebile) tracciare la sagoma avendo cura di sporgere di 3-4 cm per avere un minimo di bordo..
Maniche comprese. Anche perchè ricordiamo che la maglietta incriminata andrà poi rivoltata perchè attualmente è al rovescio.


Fermare con gli spilli il tessuto un pò all'interno rispetto alla sagoma tracciata, e tagliare con la forbice l'eccedenza di tessuto.


Cucire a macchina prima la sagoma, poi (se sono da strngere anche le maniche o accorciare la maglietta) fare un bordino di circa 1 cm (volendo lo si può fermare col ferro da stiro) e cucire anch'esso. Io di solito non faccio il bordino sulle maniche e levo anche il colletto girocollo.

Ho cercato di spiegare come meglio potevo, se avete dubbi chiedete io son qui. Oppure andate al link originale.
PS cercate, al contrario di me di stendere bene la maglia in modo che cuciture ed eventuali stampe risultino centrali. Il risultato (per me nelle volte successive) sarà ottimale.

Buona serata!

mercoledì 2 luglio 2014

HO TROVATO UN PICCIONE COSA FACCIO?

(Piccioni nel centro di Siena... Che altro potevo immortalare?!)


Ciao a tutti!

 L'anno scorso così ho conosciuto una persona molto graziosa, mi è arrivata una mail che mi diceva che avevano trovato un piccolo di tortora e chiedeva se avevo qualche dritta.

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 Io non sono un veterinario e non ho alcuna qualifica, tutte le dritte che darò sono date dall'esperienza poichè in questi ultimi anni abbiamo dato rifugio (si l'ostello del colombo) a diversi piccioni.
Non ho avuto buoni rapporti e fiducia negli enti appositi per il recupero dei volatili, ma forse perchè ho trovato una specie per loro molto poco interessante.
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Trovare un piccione in difficoltà, sia che abitiate in camapagna sia che abitiate in città, non è una cosa rara. C'è chi lo raccoglie e fa del suo meglio (magari sbagliando ma con le migliori intenzioni), c'è chi si gira dall'altra parte e pensa non sia un suo problema o tutto al più scrive una nota su fb dicendo che c'è un piccione che non vola in un posto ben preciso.
Io faccio parte del primo gruppo di persone, ho sempre agito così anche da bambina.
Magari sbaglio, a volte quando l'animaletto malcapitato muore non posso non chiedermi se avesse avuto più possibilità di sopravvivere in natura senza che io intervenissi. Non posso che umanizzare la cosa e pensare che morire in una casa calda e sempre meglio di morire fuori al freddo o sotto un auto.
 Ma torniamo al nostro discorso...

Io consiglio di recuperare il piccione (se non riuscite a prenderlo vuol dire che così male non stà), porlo in un gabbione o scatolone con acqua e cibo (vendono sia nei negozi per animali che nei consorzi granaglie per tortore o galline).

Scrutando la bestiolina possiamo capire:

- Se è giovane o adulto
A parte la stazza,la presenza di piumotti gialli o il verso somigliante a uno starnazzo d'anatra ci indicano che è ancora piccolo. Questo è un buon segno perchè ha buone possibilità di riprendersi... Magari è volato giù dal nido solo perchè il suo tentativo di volo è andato male!

- Se è malato o ferito
Controllare se ha ferite o tiene le ali o le zampe in modo anomalo, controllare se ha parassiti (sono comunissimo dei bisciolini e mosche che stanno di solito sotto le ali per cui occorre somministrare uno spray che si chiama NEOFORACTIL che si trova in farmacia), controllare se ha bolle (specialmente su becco e faccino è molto probabile sia vaiolo .. malattia che li porterà alla morte purtroppo), controllare se ha ferite e nel caso disinfettare con betadine o clorexyderm o disinfettante.

- Se l'animale è vispo o mogio
Se è mogio e non tenta di lottare c'è seriamente da preoccuparsi

- Se ha mangiato da poco
Tastando il gozzo si sentono dei granellini se ha mangiato. Se entro qualche ora non si alimenta da solo occorre aiutarlo.
A me hanno insegnato il metodo della siriga (quella da 2,5ml ) tagliata traversalmente e rienpita con le granaglie... Non c'è un modo "gentile" per alimentare il colombo forzatamente: bisogna alzare la testolina, inserire dal becco parte della siringa e spingere lo stantuffo. Qui un video che spiegherà meglio il da farsi.
Per quanto riguarda i liquidi se non beve autonomamente pocciare il becco nella ciotolina dell'acqua e se anche così non reagisce bevendo un pò, fornire con una siringa (stavolta una piccola da insulina) un pò d'acqua. Piano e graduatamente perchè è molto facile farla andar loro di traverso.

- Se ci vede
Avvicinando la mano al faccino noterete se vi vede o meno. A volte prendono botte per cui perdono la vista.

- Se è in grado di volare
Provate a "lanciarlo" (DELICATAMENTE) verso l'alto da non più di un metro d'altezza. Capirete se è in grado di volare, se non ci prova nemmeno, se spiega le ali, se tende a trascinarne una (cosa che capita spesso e può indicare fratture fresche o già saldate in modo non corretto)



Inutile dire che una visita dal vet. vi darà molte più informazioni e sicurezze, ma a volte per diverse ragioni (orari o mezzi) non è possibile. Ogni volta che imparerò qualcosa di nuovo aggiornerò questo post, con la speranza che possa essere utile.




mercoledì 4 giugno 2014

NOZIONI ELETTRICHE APPLICATE

Ciao a tutti!

PREMESSA INIZIALE  OBBLIGATORIA : QUESTA E' LA MIA SEMPLICE ESPERIENZA E PER NESSUNA RAGIONE VOGLIO SOSTITUIRMI A PROFESSIONISTI DEL MESTIERE.

cambiare presa elettrica collegare fili

Ho scoperto che i miei adorati conigli (è ironico... li ho minacciati di finire al forno ... Ma hanno capito stavo bluffando e continuando a saltellare si son prensi gioco di me) hanno spostato un pannello e mangiato il filo del freezer a pozzetto.
Fortunatamente nessuno si è fatto male e questa è la cosa più importante.

Ora rimaneva da riparare. I miei fratelli, anche se sono più piccoli di me, sanno fare un sacco di cose pratiche, così ho chiesto se mi avrebbero aiutata (loro fanno io guardo) a sostituire il filo ed evitare di chiamare l'elettricista (anche perchè era sabato e per di più lunedì era anche festivo).
Simone mi ha sostituito il filo, con una dose esagerata di pazienza alle mie continue domande "perchè fai così?" o "Sei sicuro?" o "Non è meglio fai così?"... Ma alla fine mi ha insegnato bene e per mettermi alla prova se ero capace ho fatto la stessa cosa sostituendo la presa finale e togliendo una parte di filo dell'aspirapolvere (questo era stato assaggiato dai topini di campagna, i conigli non c'entrano a ognuno le sue colpe).

Ora vediamo se riesco a rendermi un pò utile e spiegare anche a voi quello che ho imparato.



- Stacco il cavo dal canale elettrico;

- Taglio il filo al punto dove non è più utilizzabile;

- Tolgo parte della plastica che riveste i fili interni più piccoli;

- "Pelo" i fili interni, stando attenta a togliere solo la plastichina che protegge i fili di rame (vendono forbici apposta) e arrotolo leggermente i filamenti di rame per tenerli uniti;

- Collego il nuovo filo, il mammut o nel mio caso una nuova presa elettrica tenendo a mente che i colori devono essere mantenuti e il COLORE GIALLO (che nell'aspirapolvere non era presente ma nel congelatore si) deve sempre essere collegato nel perno centrale di una presa a tre;
 Per i fili basta unire le due parti di rame e avvolgere con nastro isolante, per prese o mammut vanno smontati e inseriti i filamenti di rame nei buchini e avvitati ben stretti, successivamente richiusi i connettori.
A questo punto il gioco è fatto. E' molto importante le parti di rame (conduttore) dei diversi cavetti  non tocchino tra loro, quindi tenerli ben distanziati e se serve separare con nastro isolante (plasticoso di solito blu o nero).

- Incocio le dita infilo la nuova presa e spero non solo che l'elettrodomestico funzioni, ma che non mi salti tutto l'impianto elettrico.

E' andata bene, spero di essermi spiegata al meglio. Se avete precisazioni o cose in cui correggermi non esistate a commentare, mi regalerete altre importanti informazioni e un post più completo.


domenica 4 maggio 2014

FERMA PORTE/FINESTRE DI RICICLO E FESTIVAL A PARMA

Buon pomeriggio a tutti!
Lo so .. lo so .. E' più di un mese che manco e ultimamente scrivo poco.
Non è che io debba giustificarmi, però essendo io stessa affezionata lettrice di diversi siti/blog ci rimango un pò male quando vedo che vengono un pò dimenticati dall'autore, quindi immagino che sarà più o meno la stessa cosa per chi passa qui a leggere... E non c'è niente di nuovo.
I problemi sono stati sostanzialmente due : il poco tempo e l'umore un pò ballerino (quando non sono particolarmente contenta non mi metto qui a dedicarmi al mio bloggino).

Tornando a noi.

fermaporta fai da te riciclo contenitori latta
Mi occorreva un ferma porta ( pochè col vento altrimenti o si spalanca o sbatte).. Così ricordavo di aver visto da una rivista una cosa interessante alcuni anni fà. Ho provato a replicare a tentoni andando a ricordo. Il risultto mi sembra carino e funzionale.
Si riempe un vecchio barattolo (il mio è di metallo tipo conserva, enorme) di cemento a presa rapida si immerge al centro un cordone spesso a cui avremmo precedentemente fatto un nodo (così spostarlo sarà molto più pratico). Ora (prima che si asciughi il cemento) nella parte superiore dispongo incastrandoli dei ciottoli di fiume (carino anche con le conchiglie o le pietre di vetro),così arriveremo a bordo del barattolo e non si vedrà il cemento che forse esteticamente non è il massimo.
Ho poi dipinto il barattolo con smalto ad acqua e messo un cordino (attaccato con colla a caldo) tutto intorno all'interno per coprire la lamiera ed evitare di tagliarsi. Fatto!

Prendo l'occasione per invitare chi volesse partecipare a un bellissimo evento :

FESTIVAL PARMA ETICA
3 giornate dedicate alla salute, all'ambiente e agli animali

Si svolgerà il 6-7-8 giugno 2014 a Parma (ovviamente) presso il bellissimo parco Ex Eridania (zona Via Emilia Est) ci saranno tantissime iniziative per grandi e piccini, ristoro vegan (ovviamente), conferenze, attività, stand..
 ... Beh io non me lo perderei ^-^
 Per tutte le info:
 http://www.parmaetica.com/

" Uomo, natura, animali ... O si salvano o si perdono INSIEME"

mercoledì 19 settembre 2012

VIETATO L'INGRESSO ALLE MOSCHE

metodi naturali non far entrare mosche

metodi naturali non far entrare moscheCiao a tutti !
In questi giorni nella mia zona ci sono un sacco di moschette... Io non ho le zanzariere e non ho nemmeno la possibilità di montarle con certi cani che girano ...XD
Su internet si trovano un sacco di metodi per allontanarle ... Non tutti particolarmente validi ...Per esempio l'aceto mi sembra che più che mandarle via le attragga ...

Io uso questi due metodi e nel giro di qualche giorno sono uscite quasi tutte ...
Penso sia un buono spunto naturale senza usare moschicidi collosi tremendamente crudeli o piastrine ultrachimiche che ci respiriamo ...

- Nel brucia essenze (quell'oggettino di solito in ceramica con sotto la candelina e sopra un incavo) metto un cucchiaio circa di olio di semi e olii essenziali tra : lavanda, tea tree, eucalipto, limone, citronella, cedro o menta ... 10/15 gocce in totale tra quelli che avete in casa... Sentirete che buon profumino ^-^
Accendo qualche ora al giorno. 

- Metto in un piattino al centro della stanza qualche fetta di limone con infilzato qualche chiodo di garofano.


Fatemi sapere quali sono le vostre tecniche ninja di allontamento degli insetti indesiderati (ovviamente cruelty free!).


venerdì 27 luglio 2012

PULIRE "COI PIEDI"



ciao a tutti
Ehehehe ... non fraintendete il titolo !!!
Ho trovato (Beh magari molti di voi lo conoscevano da millenni...) un modo per riutilizzare i calzini usurati o comunque non più portabili... Spolverare!
Lo infilo come fosse un guanto e passo sulla superfice ... alla fine lo tolgo e scuoto dalla finestra ... E così fino a che non ho finito.




(Immagine presa on-line... Non era il massimo fotografare i calzini usurati :-)